LO CHAMPAGNE

Gradazione dello Champagne

Questo vino è prodotto in varie gradazioni: brut, cioè molto secco; sec; demi-sec e doux. Lo Champagne che viene offerto è quasi sempre il demi-sec. Qualche tempo fa era di moda lo Champagne rosé, dal tenero color rosa, ottenuto con l’aggiunta di una determinata quantità di uva nera.

Lo Champagne « nature » è lo Champagne non ancora « champagnisé », cioè non spumante, e viene scelto spesso quando si voglia offrire un solo vino per tutto il pranzo. Lo stesso uso ha il « Blanc des blancs ».

Età e conservazione dello Champagne

I vini di Champagne sono messi in commercio alcuni anni dopo la loro produzione, quindi, al momento dell’acquisto, sono pronti per essere bevuti nelle migliori condizioni. In ogni caso, non si devono conservare a lungo in cantina i vini di Champagne i quali, dopo un certo numero di anni, specie se non sono di un’annata ottima, perdono molte delle loro qualità, cioè la spuma, e gran parte del loro profumo.

I buoni Champagne hanno dai tre ai cinque anni.

Alcune fra le marche migliori

In tutto il mondo sono conosciute e apprezzate le seguenti marche di Champagne:

Moèt et Chandon (pronuncia moé e sciandón), Dom Pérignon (pronuncia dóm perignón), Roederer (pronuncia roederé), Lanson (pronuncia lansón), Pommery (pronuncia pommeri), Piper (pronuncia pipèr), Cuvée (pronuncia cùvèe), Veuve Cliquò (pronuncia  vèv elicò).

Come si serve

Lo Champagne va servito molto freddo, ma non ghiacciato. La bottiglia viene immersa nel secchio con il ghiaccio a pezzetti o a cubetti, non pestato.

Oggi non si usano quasi più le coppe tradizionali, ma si preferiscono i flùtes» (pron. flut), bicchieri alti e stretti o addirittura i normali bicchieri da vino.

Già da qualche tempo si serve lo Champagne come aperitivo, in bicchieri senza piede.

GOSPEL

   

   

Una coperta portata da casa è il biglietto d’ingresso per il Concerto Gospel di giovedì 5 dicembre 2013 a favore di Fondazione Progetto Arca.Alle ore 21, nella Chiesa di San Fedele a Milano (Piazza San Fedele 4), il Coro Ensemble Vocale Ambrosiano, accompagnato dalle voci bianche dei “Musici Cantori di Milano” e diretto da Mauro Penacca, si esibirà in alcuni tra i più noti e amati brani della tradizione gospel e spiritual: da White Christmas a Silent night, da Swing low, Sweet chariot a Happy day fino a Imagine. Ad accompagnare il coro saranno Roberto Binetti al pianoforte e Giampaolo Berrettini all’organo.

Le coperte – ma anche un maglione, una sciarpa o un berretto di lana – consegnate dal pubblico diventeranno il caldo regalo di Natale che Progetto Arca offrirà ai senza dimora che ogni notte incontra con la sua Unità di Strada per le vie del centro e della periferia. 

 

FRITTATA DIVERSA

Frittata: per 4 persone occorrono 8 uova, 100 grammi di parmigiano grattugiato, 100 grammi di burro, sale e pepe.

Rompete le uova e unite metà del parmigiano; sbattete, ma non troppo; salate e aggiungete una spolverata di pepe. Dividete il composto in quattro parti e fate delle frittatine; arrotolatele, ricopritele col resto del parmigiano, mettetele in una terrina che sia stata precedentemente imburrata con qualche noce di burro e lasciatele nel forno caldo finché il formaggio si sarà appena dorato.

LETTI SENZA TESTATE

La forma di letto più semplice, sia matrimoniale che a una piazza, è data dalla rete, dalle doghe o dall’elastico su cui viene appoggiato il materasso. Data l’assenza delle testate, l’unico elemento decorativo sarà dato dalla sovraccoperta: sarà bene perciò sceglierla piuttosto ricca. Ad esempio, una coperta messa a tovaglia e lunga fino a toccare il pavimento, in un tessuto pesante e morbido, darà a un letto molto semplice un tono di raffinata eleganza.

Nel caso del letto singolo, il copriletto sarà fatto a busta, con il lembo risvoltato sotto il materasso o chiuso con una lampo. Tessuti adatti a questi tipi di coperture sono il velluto di lino, i tessuti di seta, specialmente quelli fatti a mano, e anche la lana e la canapa.

I VANTAGGI DELL’ORA LEGALE

Come ogni anno, l’ultima domenica di ottobre è ormai consuetudine mandare indietro gli orologi di un’ora per sancire l’entrata in vigore dell’ora solare, valida fino al 31 marzo 2014.

Questo continuo cambio di ora, che contributo positivo ha fornito a noi tutti? 
Secondo le stime di Terna, nel 2013 l’ora legale ha permesso un risparmio complessivo dei consumi di energia elettrica pari a 543,8 milioni di kilowattora. In termini di spesa, considerando che un kilowattora costa in media al cliente finale circa 16,6 centesimi di euro al netto delle imposte, l’Italia ha evitato di spendere complessivamente circa 102 milioni di euro.
Un vantaggio enorme soprattutto nel periodo estivo, come luglio ed agosto, in cui le giornate sono più lunghe rispetto ad aprile, quindi possiamo ritardare nelle nostre case l’accensione delle lampadine.

FOTOVOLTAICO

 

 Chi di noi non vorrebbe avere una casa indipendente dal punto di vista energetico? Un impianto fotovoltaico sul tetto di casa potrebbe teoricamente permetterci di raggiungere questo obiettivo.

Spesso capita, però, che nelle ore in cui i pannelli producono la maggior quantità di energia elettrica, questa non ci sia necessaria.  Succede, anche, che di sera, quando avremmo bisogno di corrente per illuminare casa o per gli elettrodomestici, il pannello non può più produrre energia.
E allora, che fare?
Sarebbe costoso e complesso realizzare dei sistemi di immagazzinamento dell’energia fotovoltaica prodotta di giorno. Il progetto CoSSMic (Collaborating Smart Solar-powered Micro-grids) si propone, invece, di trovare il modo di collegare gli impianti fotovoltaici di diverse edifici (case, aziende, scuole), in modo da permettere al mio vicino di casa di utilizzare l’energia elettrica che al momento non mi serve.
 
Il CoSSMic, finanziato anche dalla Comunità Europea, si svolgerà nei prossimi 36 mesi a Konstanz in Germania ed in Italia nella provincia di Caserta. Un’iniziativa che potrebbe migliorare l’utilizzo delle fonti energetiche ed essere fonte di risparmio per le famiglie negli anni.

GASTRONOMIA

Tanto il sedano quanto il  finocchio non vanno al di là di una modesta utilizzazione culinaria.

Le foglie del sedano si mangiano cotte oppure crude, preparate in varie maniere. Per il sapore gradevole, un po’ piccante e dolcigno nello stesso tempo, il sedano trova la sua migliore utilizzazione come verdura aromatizzante dei sughi e delle minestre.

La parte commestibile del finocchio, il grumolo, è gradita per il fragrante aroma e per il sapore dolce; viene consumata cruda, in insalata (nella Italia centrale e meridionale anche come frutta), o cotta in modi diversi che la rendono più digeribile.

Il cardo non offre all’olfatto alcun profumo caratteristico né al gusto alcuna particolare sapidità, eccettuato un leggero sapore di carciofo. Ma la sua carnosità e il facile adattamento agli intingoli ne hanno fatto un piatto tipico, tanto da essere quasi il simbolo della, gastronomia piemontese: cardi con la bagna cauda. I teneri e bianchi cardi di Chieri, intinti nella famosa salsa calda (gustosissimo amalgama di olio, burro, aglio tritato, acciughe stemperate e fettine di tartufi) figurano spesso nei menù dei grandi alberghi.

CICORIA DA CAFFE’

È il surrogato del caffè più noto e in alcuni paesi, come in Francia, non esistono, si può dire, miscele di caffè che non contengano una certa quantità di cicoria. Usata fino dal 1769, prima in Sicilia, poi in Germania e in Olanda, ha dato luogo a un’industria importante.

Della cicoria, di una specie detta « cicoria da caffè », si utilizzano solo le radici che vengono torrefatte e poi macinate più o meno finemente, o ridotte in polvere. L’aggiunta di questa polvere dà un infuso amaro, molto scuro e snatura notevolmente il sapore genuino del caffè. L’amaro particolarmente aspro, che essa gli conferisce, non si corregge facilmente neppure con molto zucchero.

Il caffè preparato con aggiunta di cicoria e certamente più gradito quando viene usato per il caffelatte, sia perché ne occorre una quantità relativamente piccola, sia perché il sapore del latte ne attenua l’asprezza.

IL BROCCOLO DI TORBOLE

Se si raccolgono ottimi broccoli anche a pochi chilometri dalle montagne innevate, nel pieno inverno trentino, lo si deve alla vicinanza del lago di Garda e al Pelèr, vento proveniente del nord-est, che crea un microclima ideale negli orti di Torbole e Linfano, sulla sponda trentina: un lieve innalzamento della temperatura sufficiente a evitare la formazione di brina, che è deleteria per l’infiorescenza dei broccoli (detti in dialetto la brocola). All’interno della variegata famiglia dei cavoli-broccoli, il broccolo di Torbole (Brassica oleracea Botrytis) costituisce una specie a sé in quanto col tempo ha perso alcune caratteristiche comuni e ne ha acquisite di nuove, migliorando e ingentilendo il suo sapore.

Ha un’infiorescenza a corimbo simile ad una palla, di colore giallognolo. Se lasciata crescere, la pianta, che si sviluppa fino all’altezza di quasi un metro, si riempie di fiori gialli. I semi, di un colore rosso scuro, vengono messi a coltura verso la fine di giugno e protetti dall’eccessiva insolazione con stuoie, frequentemente bagnate. Le piantine sono pronte al trapianto dopo un mese, quando hanno 5 0 6 foglie, e la loro messa a dimora in pieno campo viene eseguita ancora in modo manuale. Il broccolo cresce rapidamente e senza cure particolari. La brocola è piccola, mediamente 4/5 etti, ma bisogna considerare che anche le foglie più interne sono eduli. Gli agricoltori ne raccolgono ogni anno appena 30 mila esemplari. Il seme viene tramandato nelle famiglie degli ortolani: tutti hanno sempre coltivato questo broccolo che ora

è oggetto di studio anche da parte dei tecnici dell’Istituto Agrario di San Michele all’Adige.

Negli anni scorsi è nato un comitato del Broccolo di Torbole di cui fanno parte cittadini, produttori e ristoratori locali. Il broccolo è entrato quindi nell’offerta gastronomica locale e viene interpretato in diverse ricette, tradizionali oppure innovative: si consuma lesso o crudo, a tocchetti, come accompagnamento alla carne salada, o al pesce di lago conservato sotto sale, oppure come condimento per la pasta; con le foglie si fanno gnocchi e zuppe. Un’ottima occasione per gustarlo è la manifestazione annuale che si svolge a Torbole a metà dicembre.

VOCAZIONE RELIGIOSA

Come ci si comporta quando un figlio afferma-di volersi dedicare al sacerdozio o una figlia prendere il velo?

A volte purtroppo le reazioni in famiglia sono poco favorevoli e talvolta persino tempestose. Si sono fatti troppi sogni sull’avvenire e sulla carriera dei figli per accettare serenamente una decisione che sembra sottrarci non solo la loro persona fisica, ma anche il loro affetto. È molto difficile dare consigli in questi casi, sebbene la prima cosa da fare sia senza dubbio quella di accertarsi che la vocazione manifestata dai figli sia profondamente sincera. Specialmente se si tratta di una giovane, può succedere che venga da lei stessa scambiata per vocazione, e in perfetta buona fede, soltanto un temporaneo desiderio di allontanarsi dal mondo, provocato forse da qualche delusione o da un celato complesso di inferiorità.

In ogni caso vi è un infallibile sistema per verificare se la vocazione

è veramente sentita. L’aspetto e gli atteggiamenti di chi ha scelto la vita di Dio lasciano trapelare una serena felicità, facilmente riconoscibile.

Quando la vocazione dei figli è sincera, anche se i genitori ne sono addolorati per i motivi prima citati, è bene evitare scenate che otterrebbero l’effetto contrario, oltre che addolorare il figlio o la figlia.

La madre ricordi che la vocazione non corrisponde affatto alla perdita dell’amore dei suoi figlioli; anzi, spesso restano assai più vicini alla madre i figli che si dedicano alla religione di quelli che si sposano.

Quante madri sono tristemente sole, pur avendo figli sposati e non lontani? Dunque non si facciano tragedie per la vocazione sacerdotale e religiosa dei figlioli, che può essere, al contrario di tutte le previsioni, una garanzia di pace e di felicità, non solo per loro stessi, ma anche per i genitori.