DONNA SPREGIUDICATA

IL COMPORTAMENTO SPREGIUDICATO

In ogni ritrovo, in ogni luogo di villeggiatura, c’è sempre qualche donna che, chissà perché, sembra tenerci particolarmente a  dimostrare subito la propria spregiudicatezza.

Siede i n poltrona con le gambe accavallate, e con le sottane che le salgono parecchi centimetri sopra le ginocchia, fuma una sigaretta

dopo l’altra, tracanna alcolici, come se si trattasse di acqua pura, tiene un linguaggio non proprio castigato, racconta barzellette spinte, fa la cronaca minuziosa e piccante delle sue avventure amorose, vere o inventate che siano, e non lascia passare occasione per dimostrare la sua « larghezza di vedute ».

Questo tipo di donna non è da confondersi con la tipica donna « maschiaccio », la cui disinvoltura ha tutt’altro carattere, « sportivo », mascolino e spesso turbolento. La donna spregiudicata può anche essere molto femminile, elegante, « à la page ».

SPREGIUDICATEZZA NON EQUIVALE A INDIPENDENZA

Non è detto nemmeno che la spregiudicatezza vada di pari passo con l’indipendenza. Spesso queste donne, che nella cerchia dei loro

amici e ancor più di fronte agli estranei sembrano le padrone del mondo, in realtà dipendono spiritualmente, fino a esserne quasi succubi, dalla propria madre o da qualche altra persona di forte carattere. La spregiudicatezza, vera o formale che sia, non è frutto della emancipazione femminile; o meglio non è la manifestazione di una più precisa coscienza dei diritti della donna. Al contrario la spregiudicatezza femminile è quasi sempre il risultato di un insopprimibile senso di inferiorità, è uno scudo che serve a mascherare l’insicurezza delle donne, è infine un patetico tentativo di imitare l’uomo in quegli atteggiamenti che la donna ritiene più « liberi ».

Ma come mai, si potrà chiedere, le donne spregiudicate sono tanto più numerose oggi, in coincidenza cioè della sempre più crescente emancipazione femminile? Non è difficile rispondere a questo interrogativo.

Una volta, prima appunto che iniziasse la sua emancipazione, la donna viveva tranquilla nella sua casa, alle prese soltanto con i suoi problemi domestici e familiari. Non aveva grossi problemi pratici riguardanti il lavoro e la vita sociale, non aveva grandi interessi culturali, né grandi ideali patriottici o politici, salvo che in periodi eccezionali, come per esempio durante il nostro Risorgimento. Era l’uomo che aveva i più impegnativi contatti con la società, mentre la donna restava nel suo « nido », sottomessa si, ma protetta.

SETTIMANA EUROPEA RIDUZIONE RIFIUTI

Si svolge anche quest’anno la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti (SERR), con l’obiettivo di sensibilizzare le Istituzioni e la popolazione sulle politiche di prevenzione della produzione dei rifiuti.

L’iniziativa, che quest’anno ha luogo dal 16 al 24 novembre in numerosi Paesi europei, è nata nel 2009 all’interno del Programma LIFE+ della Commissione UE. Nel corso degli anni ha riscosso crescente successo (in Italia, durante la SERR 2012, sono state realizzate 5261 azioni sulla riduzione dei rifiuti) e si conferma oggi come la principale campagna d’informazione e sensibilizzazione dei cittadini circa l’impatto dei loro stili di vita e dei loro consumi sull’ambiente.
Le attività portate avanti in occasione della SERR quest’anno prevedono iniziative locali come mercatini dell’usato, laboratori didattici, atelier di riparazione e occasioni di baratto e scambio di oggetti. 
Considerando che ogni cittadino europeo produce in media circa 500 kg di rifiuti all’anno, ma che la quantità di rifiuti effettivamente prodotta varia notevolmente tra un Paese e l’altro, è importante rendere consapevoli i cittadini europei dei modi in cui possono cambiare le loro abitudini, portando alla riduzione dei rifiuti, al riutilizzo dei prodotti e al riciclaggio dei materiali.

LE TENDE-STUOIA A LISTELLI IN LEGNO

tendina

 Questa bellissima tenda proviene  dalla Svezia; è composta di  sottilissimi listelli in legno larghi  1 centimetro e spessi circa  2 millimetri legati fra loro per  mezzo di fili. L’effetto è quello  di una stuoia. La tenda si arrotola  su se stessa per mezzo di  cordicelle e si fissa al soffitto.
Si trova in commercio in diverse  essenze di legno, in modo  che è sempre possibile accordarla  ai mobili che compongono  l’arredamento. Il suo aspetto  opaco e caldo, decisamente elegante,  la rende adatta sia ad  ambienti moderni, sia ad ambienti  arredati con mobili antichi  o in stile.
Si può adoperare per separare  due zone contigue del soggiorno  o l’ingresso dal soggiorno,  per schermare l’appendiabiti  in anticamera, per separare,  in camera da letto, la zona  riposo dal resto della stanza.

 

 

ALGHE FRITTE

Le alghe fritte: pare fossero di gran moda all’epoca dei Borboni. Per prepararle bisogna usare delle alghe del tipo << ulva lactuca >>, lavarle in molta acqua, farle asciugare e friggerle in abbondante olio bollente. Si mangiano caldissime (se qualcuno ha il coraggio di farlo). D’altra parte, pare che le alghe siano l’alimento del futuro. 

CAPELLI GRASSI

Come lavare i capelli grassi.

I capelli grassi sono di solito consistenti e forti. Terrebbero benissimo la piega se, a pochi giorni dallo shampoo, non fossero appesantiti dal grasso eccessivo. Richiedono lavaggi piuttosto frequenti e prolungati; di solito uno shampoo solo non basta, ne occorrono almeno due. Questo non significa che chi ha i capelli grassi debba lavare i capelli ogni due giorni: come abbiamo già detto, non si deve esagerare, altrimenti il capello si devitalizza, la cute si irrita e, anziché sgrassarsi, per reazione fa lavorare ancor più le ghiandole sebacee, cosicché l’inconveniente aumenta . Lavatevi bene i capelli, dunque, senza… scotennarvi: ma non fate più di uno shampoo ogni cinque giorni, salvo, naturalmente, occasioni particolari. È chiaro che se dovete andare a un matrimonio o a una serata importante laverete i capelli, anche se l’operazione è stata fatta il giorno prima. Circa gli shampoo da usare, sono in commercio prodotti speciali, curativi; lo shampoo al limone, quello naturale alle erbe, quello all’acqua marina, quello al catrame o allo zolfo.

Ogni tanto, fatevi uno shampoo molto « nature » : ottimo per qualunque tipo di capelli lo shampoo all’uovo. Talvolta, soprattutto se i vostri capelli sono chiari, fate lo stesso trattamento utilizzando, invece del tuorlo, l’albume, o tutti e due insieme.

BAMBINI TECNOLOGICI

I bambini di oggi nascono nella tecnologia conoscendola grazie alle mode del mercato, senza però comprendere le reali potenzialità dei mezzi che maneggiano con tanta tranquillità. 

Sono in grado ormai di interagire con smartphone, tablet e tutti i gadget tecnologici presenti.

Da uno studio condotto in America il 72% dei bambini con meno di 8 anni utilizza un dispositivo mobile mentre il 38% di quelli con meno di 2 hanno ne ha usato almeno uno.

Le percentuali sono sempre in costante aumento infatti lo studio condotto rispetto al 2011 dimostra un una crescita doppia nell’utilizzo dei dispositivi mobili e quindi anche il tempo che i bambini trascorrono davanti a tali sistemi.

Ogni genitore cerca sempre di tutelarli, di proteggerli anche se ormai la tecnologia fa parte della nostra vita giorno dopo giorno. L’importante è sicuramente non sottovalutare le enormi potenzialità nello sviluppo intellettuale dei bambini.

LO CHAMPAGNE

Gradazione dello Champagne

Questo vino è prodotto in varie gradazioni: brut, cioè molto secco; sec; demi-sec e doux. Lo Champagne che viene offerto è quasi sempre il demi-sec. Qualche tempo fa era di moda lo Champagne rosé, dal tenero color rosa, ottenuto con l’aggiunta di una determinata quantità di uva nera.

Lo Champagne « nature » è lo Champagne non ancora « champagnisé », cioè non spumante, e viene scelto spesso quando si voglia offrire un solo vino per tutto il pranzo. Lo stesso uso ha il « Blanc des blancs ».

Età e conservazione dello Champagne

I vini di Champagne sono messi in commercio alcuni anni dopo la loro produzione, quindi, al momento dell’acquisto, sono pronti per essere bevuti nelle migliori condizioni. In ogni caso, non si devono conservare a lungo in cantina i vini di Champagne i quali, dopo un certo numero di anni, specie se non sono di un’annata ottima, perdono molte delle loro qualità, cioè la spuma, e gran parte del loro profumo.

I buoni Champagne hanno dai tre ai cinque anni.

Alcune fra le marche migliori

In tutto il mondo sono conosciute e apprezzate le seguenti marche di Champagne:

Moèt et Chandon (pronuncia moé e sciandón), Dom Pérignon (pronuncia dóm perignón), Roederer (pronuncia roederé), Lanson (pronuncia lansón), Pommery (pronuncia pommeri), Piper (pronuncia pipèr), Cuvée (pronuncia cùvèe), Veuve Cliquò (pronuncia  vèv elicò).

Come si serve

Lo Champagne va servito molto freddo, ma non ghiacciato. La bottiglia viene immersa nel secchio con il ghiaccio a pezzetti o a cubetti, non pestato.

Oggi non si usano quasi più le coppe tradizionali, ma si preferiscono i flùtes» (pron. flut), bicchieri alti e stretti o addirittura i normali bicchieri da vino.

Già da qualche tempo si serve lo Champagne come aperitivo, in bicchieri senza piede.

GOSPEL

   

   

Una coperta portata da casa è il biglietto d’ingresso per il Concerto Gospel di giovedì 5 dicembre 2013 a favore di Fondazione Progetto Arca.Alle ore 21, nella Chiesa di San Fedele a Milano (Piazza San Fedele 4), il Coro Ensemble Vocale Ambrosiano, accompagnato dalle voci bianche dei “Musici Cantori di Milano” e diretto da Mauro Penacca, si esibirà in alcuni tra i più noti e amati brani della tradizione gospel e spiritual: da White Christmas a Silent night, da Swing low, Sweet chariot a Happy day fino a Imagine. Ad accompagnare il coro saranno Roberto Binetti al pianoforte e Giampaolo Berrettini all’organo.

Le coperte – ma anche un maglione, una sciarpa o un berretto di lana – consegnate dal pubblico diventeranno il caldo regalo di Natale che Progetto Arca offrirà ai senza dimora che ogni notte incontra con la sua Unità di Strada per le vie del centro e della periferia. 

 

FRITTATA DIVERSA

Frittata: per 4 persone occorrono 8 uova, 100 grammi di parmigiano grattugiato, 100 grammi di burro, sale e pepe.

Rompete le uova e unite metà del parmigiano; sbattete, ma non troppo; salate e aggiungete una spolverata di pepe. Dividete il composto in quattro parti e fate delle frittatine; arrotolatele, ricopritele col resto del parmigiano, mettetele in una terrina che sia stata precedentemente imburrata con qualche noce di burro e lasciatele nel forno caldo finché il formaggio si sarà appena dorato.