OBESITA’ DA COMBATTERE E GAS

Per combattere efficacemente l’obesità, bevete ogni giorno 3 tazzine di acqua fatta bollire con radici di asparago (50 grammi di radici di asparago per ogni litro di acqua).

Il gas intestinale e le atonie gastriche si combattono efficacemente con tisane di foglie di menta.

DIETA ALL’ALGA MARINA

 

Come più volte, da tutti detto, la causa dell’obesità è quasi sempre un’ipernutrizione dovuta a un appetito eccessivo, la moderna dietologia ha cercato di preparare degli alimenti speciali che, pur generando senso di sazietà, cedano pochissime calorie. Sono state sperimentate a questo scopo diverse sostanze con risultati non troppo brillanti. Miglior fortuna è toccata  a un prodotto a base di una particolare alga marina. Esso viene preparato sotto forma di polvere da sciogliere in acqua. Giunta nello stomaco, a contatto con l’acido cloridrico del succo gastrico, la polvere di questa alga rigonfia e forma una massa gelatinosa che attenua di molto il senso di appetito: la massa gelatinosa viene poi digerita senza alcun danno dall’intestino. Diminuendo lo stimolo della fame, si può seguire senza eccessiva fatica una dieta fortemente ipocalorica; in ogni caso però, non si deve eccedere nel ridurre l’alimentazione, perché l’organismo ha bisogno di un apporto minimo giornaliero di proteine, zuccheri, vitamine e sali minerali per non esporsi a malattie e pericolosi deperimenti assai lunghi da curare.

 

CUCINARE L’ANATRA

Cucinare l’anatra è una cosa semplice. Tutte le preparazioni usate per il tacchino e per il pollo permetteno di cucinare anche l’anatra. Essa può quindi essere preparata arrosto, farcita, brasata, ecc. Tuttavia la preparazione più famosa  e che ha dato anche il titolo ad un famoso film con Ugo Tognazzi, Barbara Bouchet e Monica Vitti, è : << L’anatra all’arancia >>, ottima ricetta francese apprezzata e conosciuta in tutto il mondo. L’anatra selvatica va considerata come una selvaggina, e quindi deve frollare almeno un intero giorno prima di essere cucinata.

Nota dietetica – La carne dell’anatra è meno indigesta di quella dell’oca per la minor quantità di grasso che essa contiene. L’anatra selvatica è un pò meno digeribile, soprattutto quando è stata sottoposta a frollatura.    

LA CUCINA ROMAGNOLA

La cucina romagnola è una cucina semplice e ricca, molto saporita, basata su ottimi elementi genuini piuttosto che su complicate elaborazioni. Si sa che in ogni regione la gastronomia è in diretto rapporto con frutta e verdura che la terra fornisce, e con le carni degli animali che quì vengono facilmente allevati. In Romagna vi sono magnifici frutteti, e allevamenti di manzi da carne, di quella razza romagnola che è una delle più apprezzate, e di suini. Fra il pollame, il tacchino è usato molto di frequente, più che altro se ne cucinano i petti tagliati a fette e trattati come cotolette. Saporiti i capponi allevati a terra e con mangimi scelti e i galletti di primo canto. La Romagna si affaccia al mare, quindi nella sua cucina non possono mancare piatti a base delle più svariate qualità di pesci e di molluschi, dai calamaretti (che ora arrivano dai paesi orientali) agli astici, alle triglie, alle sogliole, ai muggini, ai rombi, e un tempo anche alle squisite aragoste che abbondavano nel mare delle Romagna. I romagnoli sono forti mangiatori, gente allegra e generosa che ama attardarsi attorno alla tavola dove compaiono le tagliatelle casalinghe, i tortellini, i cappelletti, i tortelloni farciti di carni e di erbe, il risotto alla marinara, la braciola di castrato cotta in graticola su fuoco di legna, l’arrosto di porchetta, il pesce cotto sulla carbonella, tutte queste prelibatezze accompagnate quasi sempre dalla piada sfogliata, il caratteristico pane àzimo dei romagnoli. La pasta della piada è ottenuta impastando 1kg. di farina, 5gr. di bicarbonato di sodio, 200gr. di strutto, un grosso pizzico di sale e acqua sufficiente a ottenere un impasto consistente. Col mattarello si ottiene una sfoglia sottile e tonda, che si mette a cuocere sulla piastra elettrica, a gas o come si faceva una volta sul testo di terracotta. Mentre la piada , la si rivolta più volte e la si segna in vari punti con una forchetta. I vini non sono molto numerosi ma di buona qualità, robusti e frizzanti, tali da comporre una perfetta armonia con le pietanze.

IL GRILLO IN SALUTE

Se segui alcuni semplici consigli, sarai una persona felice perché la tua salute sarà migliore: Provaci!

      Il fumo ti fa male, lo sai: se lo vuoi, però puoi smettere!

      L’automobile genera stress e non aiuta la tua forma: cerca di camminare ogni giorno e, se puoi, fai un po’ di attività fisica.

      Cerca di non ingrassare e ricordati di controllare regolarmente il tuo peso.

      Il vino è buono e bevuto in piccole dosi fa anche bene, ma non berne mai prima di guidare e non più di due bicchieri il giorno.

      La frutta e verdura vanno bene e non ingrassano, così devi mangiarne tanta, tutti i giorni. Invece i cibi grassi…. Cerca di consumarli in quantità limitata.

LATTE ANNACQUATO

Un metodo piuttosto semplice per riconoscere se il latte è annacquato: pulite un ago con dell’alcool, asciugatelo con uno straccio perfettamente pulito e che non lasci peli e immergetelo nel latte. Se ne uscirà pulito, significa che il latte è annacquato; se invece sarà ricoperto di una leggera patina di grasso e una goccia di latte si fermerà sulla punta dell’ago, significa che il latte è puro.

Per togliere i residui del latte da bicchieri e metalli, sciacquateli prima con acqua fredda e poi con acqua calda.

PIATTI INVERNALI

Gli insaccati – In questa stagione, gli insaccati hanno un posto di primissimo piano sulla nostra tavola. Cotechini, zamponi, nicchi di prete, salsicce sono pietanze ricche di calorie e nutrientissime, che incontrano il gusto di tutti e che sono, però, sconsigliabili ai bambini, alle persone di una certa età, a chi è delicato di stomaco e di intestino e  a chi soffre di fegato. Generalmente gli insaccati devono essere prima bucherellati con la forchetta e poi avvolti e legati in una tela leggera o in una garza, poi lascarli cuocere per almeno 1 o 2 ore. Tuttavia con i nuovi involucri in materia plastica oggi la fasciatura non è più necessaria. Lo zampone ha bisogno di una preparazione un poco più complicata: prima si devono praticare dei taglietti profondi fra un unghiello e l’altro. Poi si tiene lo zampone a bagno nell’acqua fredda per un’intera notte, il che serve a rendere commestibile la sua cotenna che al naturale è molto dura, ma che diventa morbida e gustosissima dopo l’immersione in acqua fredda, seguita da una cottura lunga e su fuoco basso. Oggi con i nuovi prodotti precotti,  tutto quanto detto non si fa più.Anche le salsicce (squisite quelle toscane), se si vogliono lessare, cuocere al tegamino o sulla griglia, fanno bucherellate, meglio se con uno spillone, data la maggiore fragilità della loro pelle.

COME CUCINARE L’OCA

I buongustai assicurano che << la morte dell’oca >> debba essere allo spiedo, ma il modo classico per cucinarla in casa è l’arrosto che permette appunto di eliminare durante la cottura tutto il grasso di cui l’oca è tanto ricca. Si può arrostire l’oca sia in forno sia in casseruola; nel primo caso sotto la griglia del forno va posta la leccarda destinata a raccogliere il grasso che cola; nel secondo si deve versare in un recipiente a parte il grasso che via via si scioglie; questo per evitare che la carne dell’oca se ne imbeva e risulti così troppo untuosa. Naturalmente l’oca si presta anche a essere riempita con una delle tante farciture preparate per polli e tacchini, ad esempio con castagne e salsiccia; con mollica di pane aromatizzata con erbe profumate; con riso condito con molte erbe tritate. Il sistema di cottura dell’oca ripiena è uguale a quello dell’oca arrosto. L’oca bollita invece è il modo di cottura che dà il peggior risultato, perchè, trattata così, l’oca risulta poco appetitosa. Infatti il brodo che se ne ottiene è grasso e il sapore troppo forte, mentre la carne rimane molto asciutta. Il grasso dell’oca ha un ottimo sapore e trova numerose utilizzazioni in cucina come condimento minestre, di risotti, di pietanze varie, di contorni, di sughi e cosiì via. Per di più esso si conserva a lungo: basta versarlo in un recipiente di terraglia, farlo raffreddare e tenerlo in luogo fresco. Il grasso d’oca si rivela poi particolarmente utile per la conservazione dell’oca stessa.    

I CONDIMENTI DELLA PASTASCIUTTA

Forse in nessun altro Paese, come in Italia, la pastasciutta trova un’altrettanto favorevole accoglienza, arricchita com’è da una tale varietà di condimenti, che è possibile presentarla ogni giorno sulla tavola, senza generare un senso di stanchezza. Ogni regione d’Italia offre una scelta di ricetta caratteristiche, a volte semplici e un pò rustiche, a volte raffinatissime, adatte a condire la pastasciutta in tutte le sue varietà, che sono eccezionalmente numerose.pastasciutta.jpg Un piatto di pastasciutta può giudicarsi perfetto, infatti, quando sia raggiunto un accordo armonioso fra la forma della pasta e il suo condimento, poichè ogni buon gustaio sa che non tutti i tipi di pasta si adattano a tutti i condimenti. Vi sono ricette per le tagliatelle e ricette per gli spaghetti, ricette per i maccheroncini, per le penne, per le conchigliette di ogni misura, per i tortellini, per gli agnolotti. Una gamma di salse e di sughi che sono un vanto della cucina italiana e che bisogna conoscere. Il condimento più semplice è il burro che ha tuttavia, pur nella sua semplicità, le sue varianti. Può essere burro crudo e può essere cotto. Il burro cotto è alle volte profumato con qualche foglia di salvia che, mentre il burro si colorisce di nocciola, diventa croccante. Semplicissimo anche il condimento di olio aglio e prezzemolo, che presuppone nei commensali una certa facilità di digestione. I due condimenti classici , sia pure con molte varianti, sono però la salsa di pomodoro e il ragù. Accanto ai condimenti di grasso, non mancano i condimenti per i giorni di magro, a base di crostacei, di tonno, di acciughe, di sarde, prezzemolo e pomodoro.