IL CANDEGGIO NELLA LAVATRICE

Occorre candeggiare il bucato lavato con la lavatrice?

I pareri sono discordi sia perché i risultati ottenuti con le varie macchine sono differenti, sia perché ogni massaia vede « il bianco » a modo suo. In linea di massima dopo il lavaggio in una buona macchina lavatrice non occorre candeggiare. Se proprio lo si ritenesse indispensabile, nella lavatrice si potranno aggiungere alcuni cucchiai di candeggina o di perborato, seguendo questo metodo,: per quanto riguarda il perborato basterà aggiungerne tre cucchiai all’acqua della prima sciacquatura; per la candeggina invece diluite in un recipiente a parte con circa mezzo litro di acqua la candeggina occorrente (circa un cucchiaio ogni dieci litri di acqua contenuti nella macchina), poi versatela nella lavatrice assieme all’acqua della prima sciacquatura.

Non versate mai la candeggina pura direttamente nella lavatrice, rischiereste di corrodere le varie parti della macchina.

LA LAVASTOVIGLIE

Il lavoro di rigovernatura delle stoviglie è certamente uno dei più sgradevoli che spettano a chi, in famiglia, è addetto a tale compito, senza contare i danni che derivano alle mani dall’uso continuo dei detersivi. Per questo l’idea di possedere una macchina che lavi a dovere piatti e pentole è sempre andata particolarmente a genio alle massaie che in tempi passati erano costrette a lavarli a mano. Più di centoquaranta anni fa negli Stati Uniti veniva presentata la prima lavastoviglie: si trattava naturalmente di un’aggeggio piuttosto rudimentale, una specie di tinozza con un dispositivo a manovella, ma bastò per far andare in visibilio le donne di casa di quel tempo. Da allora dovevano passare più di cento anni prima che sul mercato comparisse una vera lavastoviglie utile ed efficiente. Nonostante la sua indubbia utilità e il prezzo accessibile, questo prezioso elettrodomestico non è ancora in tutte le case.

PRIMAVERA – LE PULIZIE

Le operazioni preliminari – Aprite le finestre in modo da far uscire la polvere che inevitabilmente si solleva, quando si compiono certe operazioni; togliete dalla stanza tutti i mobili facilmente spostabili (sedie, tavolini, ecc.); pulite i tappeti con l’aspirapolvere; staccate tutto ciò che è appeso alle pareti e ammucchiatelo sul tavolo di cucina o in altro luogo adatto; togliete dalle finestre le tende che devono essere lavate; coprite con qualche lenzuolo vecchio o con fogli di giornale i mobili che non possono essere spostati.

Incominciamo a pulire – Dopo aver preparato il locale, procedete alle pulizie seguendo un ordine ben preciso, per non correre il rischio di sporcare un’altra volta quello che era già stato pulito. Prima di tutto pulite con cura il soffitto e le pareti; spazzolate le tende che sono rimaste attaccate; pulite i punti luce (lampadari, plafoniere, ecc.), la parte interna ed esterna delle finestre, le porte e i termosifoni. Vuotate i cassetti, pulitene il fondo, metteteli in ordine. Lucidate i mobili e pulite il pavimento.

LAVAGGIO A MANO DELLE STOVIGLIE

l’ideale sarebbe avere i vari piani di lavoro sistemati in ordine logico da sinistra verso destra, l’uno accanto all’altro. La serie dei movimenti che dovete fare si dovrebbe organizzare così: – dopo aver liberato le stoviglie da eventuali residui, si preparano tutte  a portata di mano e si immergono una per una nell’acqua calda e detersivo , per il lavaggio; – una volta ripulite da ogni traccia di sporco, le stoviglie si passano nella vasca  del lavello in cui scorre l’acqua fredda per il risciacquo; – si dispongono nello scolapiatti per lo sgocciolamento; – si asciugano accuratamente e si ripongono al loro posto nei vari armadietti e ripostigli in cucina. IL LAVAGGIO . Preparate nel lavandino della vostra cucina abbondante acqua calda e aggiungetevi una dose adeguata del vostro detersivo di fiducia. Immergete le stoviglie nell’acqua calda e cominciate a lavare da quelle più pulite (bicchieri, tazzine, ecc.), terminando con le pentole. Dopo averle lavate, sciacquatele nell’acqua corrente e mettetele a sgocciolare.