VOCAZIONE RELIGIOSA

Come ci si comporta quando un figlio afferma-di volersi dedicare al sacerdozio o una figlia prendere il velo?

A volte purtroppo le reazioni in famiglia sono poco favorevoli e talvolta persino tempestose. Si sono fatti troppi sogni sull’avvenire e sulla carriera dei figli per accettare serenamente una decisione che sembra sottrarci non solo la loro persona fisica, ma anche il loro affetto. È molto difficile dare consigli in questi casi, sebbene la prima cosa da fare sia senza dubbio quella di accertarsi che la vocazione manifestata dai figli sia profondamente sincera. Specialmente se si tratta di una giovane, può succedere che venga da lei stessa scambiata per vocazione, e in perfetta buona fede, soltanto un temporaneo desiderio di allontanarsi dal mondo, provocato forse da qualche delusione o da un celato complesso di inferiorità.

In ogni caso vi è un infallibile sistema per verificare se la vocazione

è veramente sentita. L’aspetto e gli atteggiamenti di chi ha scelto la vita di Dio lasciano trapelare una serena felicità, facilmente riconoscibile.

Quando la vocazione dei figli è sincera, anche se i genitori ne sono addolorati per i motivi prima citati, è bene evitare scenate che otterrebbero l’effetto contrario, oltre che addolorare il figlio o la figlia.

La madre ricordi che la vocazione non corrisponde affatto alla perdita dell’amore dei suoi figlioli; anzi, spesso restano assai più vicini alla madre i figli che si dedicano alla religione di quelli che si sposano.

Quante madri sono tristemente sole, pur avendo figli sposati e non lontani? Dunque non si facciano tragedie per la vocazione sacerdotale e religiosa dei figlioli, che può essere, al contrario di tutte le previsioni, una garanzia di pace e di felicità, non solo per loro stessi, ma anche per i genitori.