LIQUERIZIA E ULCERA

La liquerizia giova ai malati di ulcera gastro duodenale, ai quali si consiglia di ingerirla sotto forma di infusi.

Anche ai bambini si può dare qualche pasticca di liquerizia in luogo delle caramelle; la mucosa dello stomaco ne trarrà beneficio. 

GIORNATA ALZHEIMER

21 settembre 2012 – XIX Giornata Mondiale Alzheimer

La Federazione Alzheimer presenta il nuovo Rapporto Mondiale sulla malattia

Venerdì 21 settembre, in occasione della XIX Giornata Mondiale Alzheimer, la Federazione Alzheimer Italia organizza alle ore 9.30 a Milano, nella Sala Alessi di Palazzo Marino, l’incontro pubblico e gratuito Alzheimer. Informare per conoscere: Cura, Ricerca, Assistenza per sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema dell’Alzheimer. Sarà inoltre l’occasione per presentare il nuovo Rapporto Mondiale Alzheimer 2012 e il comitato ristretto di sostenitori al recente Rapporto OMS-ADI “Demenza: una priorità di salute pubblica”.

Ad aprire la giornata saranno l’Assessore alle Politiche sociali e Cultura della salute del Comune di Milano Pierfrancesco Majorino e la premiazione dei quattro giornalisti vincitori del premio rivolto alla stampa promosso dalla Federazione Alzheimer in collaborazione con UNAMSI (Unione Nazionale Medico Scientifica di Informazione). Seguirà la Tavola RotondaAlzheimer: viverlo insieme” con la partecipazione di Gabriella Salvini Porro – Presidente Federazione Alzheimer Italia, Claudio Mariani – Professore di Neurologia presso l’Università degli Studi di Milano, Antonio Guaita Geriatra e Direttore Fondazione Golgi Cenci di Abbiategrasso, Mariarosaria Liscio – Psicologa e psicoterapeuta Federazione Alzheimer Italia e Bianca Petrucci – Terapista occupazionale e docente presso l’Università degli Studi di Milano.

PROTEINA ANTI PARKINSON

Trovata la proteina anti Parkinson.

Una ricerca guidata da esperti italiani dell’Istituto Nazionale di neuroscienze ha scoperto nei topi la proteina sentinella del cervello che difende dal morbo di Parkinson. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Brain. La proteina riesce a prevenire l’insorgenza della malattia che colpisce in Italia circa 10.000 persone ogni anno. 

GRAVIDANZA – MALATTIE RENI E APPARATO DIGERENTE

LE MALATTIE DEI RENI

Durante la gravidanza i reni sono sottoposti a uno sforzo più gravoso del solito, per cui può accadere che non sempre siano in condizioni di svolgere perfettamente il maggior lavoro richiesto dall’organismo della gestante. Si ha allora uno stato di sofferenza che può fermarsi allo stadio di semplice insufficienza, oppure qualche volta sfociare in gravi forme di lesioni renali (glomerulonefrite acuta, nefrosi). Da qui deriva la necessità del periodico esame delle urine durante la gravidanza. La presenza in misura anormale di alcuni costituenti dell’urina (albumina), la scarsità dell’urina emessa, l’aumento della pressione arteriosa, sono segni di un’alterata funzione renale che richiede cure scrupolose.

 

LE MALATTIE DELL’APPARATO DIGERENTE

Tra le malattie dell’apparato digerente favorite dalla gestazione riveste particolare interesse l’appendicite, più frequente nel primo e nel secondo trimestre della gravidanza. Un vecchio fatto infiammatorio dell’appendice, infatti, può riacutizzarsi durante lo stato gravidico. Il dolore, localizzato in posizione diversa dalla solita a causa dello spostamento dell’appendice da parte dell’utero ingrossato è continuo, accompagnato da vomito, costipazione intestinale e meteorismo. Se l’appendicite ha carattere cronico, cioè ha un decorso lento e causa dolori non troppo forti, può essere tollerata, sia pure con le necessarie cure; se invece l’affezione è acuta, ed esiste il pericolo d’una complicazione peritoneale, non resta che intervenire chirurgicamente. In questi casi la gravidanza, protetta con apposita terapia, specialmente nei primi mesi, non è disturbata nel suo decorso.

MALATTIE REUMATICHE

LE DIVERSE MALATTIE REUMATICHE

I medici distinguono diverse affezioni reumatiche. Le più diffuse sono:

il reumatismo articolare acuto (o poliartrite reumatica acuta), che colpisce le articolazioni, quasi esclusivamente nei bambini e nei giovani, molto spesso può dare malattie di cuore;

la cardite reumatica nella quale è colpito il cuore, senza malattia alle articolazioni;

la sierosite reumatica, nella quale sono colpite le membrane sierose; le articolazioni possono anche non essere colpite;

la poliartrite cronica primaria che colpisce le articolazioni, soprattutto nelle persone di età avanzata, con prevalenza per il sesso femminile.

LE CAUSE

Le cause che provocano il reumatismo non sono ancora ben note: l’unica forma di cui si conosce esattamente l’agente è la cardite reumatica. Si tratta dello streptococco emolitico B; questo bacillo si chiama « emolitico » perché le sue tossine hanno la capacità di distruggere i globuli rossi. Questo bacillo si trova generalmente nelle tonsille, nella faringe, nella parte alta delle vie respiratorie, talvolta anche nelle radici dentarie scoperte.

Una cosa quindi occorre ricordare: il reumatismo, soprattutto nei giovani, nasce quasi sempre dalle tonsille; ed è per questo che, le tonsille nei bambini vanno sempre attentamente sorvegliate.

Naturalmente, non tutte le persone hanno questa speciale sensibilità verso le tossine streptococciche; perché essa insorga è necessaria anche una particolare predisposizione dell’organismo a reagire in modo anormale: quasi certamente questa predisposizione è ereditaria. Inoltre, la comparsa dei reumatismi è favorita dai raffreddamenti, dalla permanenza in luoghi freddi e umidi, dagli strapazzi e anche dagli stati di forte emozione.

COME SI MANIFESTANO

I doloretti vaganti alle ossa e alla muscolatura, spesso impropriamente chiamati « reumatismo », sono invece dolori muscolari dovuti al freddo, nevralgie, torcicolli; non hanno altre manifestazioni.

MALATI DI GIOCO

Il gioco è una attività universale che interessa tutti gli esseri umani. Il gioco d’azzardo si differenzia dagli altri giochi perché è fondato prevalentemente sulla fortuna, più che sull’abilità, ed eccita sul lato psicofisico il giocatore.

Il gioco d’azzardo è considerato patologico quando si tratta di un comportamento persistente, ricorrente e inadeguato caratterizzato da eccessivo coinvolgimento in termini di tempo, denaro e spazio mentale occupato dal gioco. Un problema di gioco include tutti i modelli di comportamento che compromettono le condizioni esistenziali, le aspirazioni, i legami famigliari e sociali delle persone coinvolte. Gli aspetti ricorrenti del fenomeno sono un’attenzione continua ed ossessiva al gioco, un bisogno di quantitativi sempre maggiori di denaro da investire nel gioco, l’incapacità di fermarsi e i l manifestarsi di irritabilità quando si tenta di farlo, la tendenza ad “inseguire” una vincita per recuperare il denaro perduto e la perdita di controllo che si manifesta nel perseverare nel gioco, nonostante il ripetersi di conseguenze sempre più negative.

In casi estremi, i problemi di gioco determinano la rovina finanziaria, problemi legali, distruzione di famiglie e camere professionali e persino il suicidio. Il gioco eccessivo è a volte associato a un vizio, in realtà il gioco patologico è una vera e propria dipendenza. È importante che si inizi a prendere consapevolezza del problema: familiari e amici possono fare molto. Un primo passo importante per smettere di giocare è farsi aiutare da una persona vicina e fidata (di solito un familiare) nella gestione del proprio denaro e nell’organizzazione di una buona amministrazione economica: poiché non si è in grado di esercitare un controllo interno è indispensabile avere una limitazione esterna (consegnare i l bancomat, non maneggiare più grandi quantità di contanti etc.).

Altro elemento importante è cercare di cambiare le proprie abitudini di vita ruotano attorno agli ambienti di gioco, coltivando interessi trascurati.

E’ importante poi intraprendere un percorso di cura affidandosi a chi ha una specifica esperienza del problema. Esiste una vasta gamma di possibilità per essere aiutati: i servizi territoriali, le strutture residenziali, i giocatori anonimi, gli specialisti etc. Il servizio Giocaresponsabile fornisce a chi soffre di problemi e disagi legati al gioco, in forma gratuita e anonima, consulenza psicologica e legale e informazioni relative ai percorsi di cura.

Per maggiori informazioni è possibile consultare i l sito wvvw.giocaresponsabile.it, contattare i professionisti mediante chat o telefono al numero verde 800.921.121 dal lunedì al sabato dalle 9,00 alle 22,00.

 

Informativa data dalla Psicologa Dott.ssa Rossella Daniela

MALATTIE CUTANEE DEI PIEDI

Oltre alle malattie generali della pelle,i piedi possono essere colpiti da altre affezioni particolari. Le più caratteristiche sono le parassitosi e i disturbi a carico delle unghie e i calli. Mentre per questi ultimi è sufficiente affidarsi a un buon pedicure, per le parassitosi e i disturbi relativi è necessario rivolgersi al medico. La parassitosi della pelle dei piedi sono provocate, piuttosto frequentemente, da speciali batteri detti funghi; una delle forme più diffuse è l’epidermofizia, detta anche << piede d’atleta >>, data la sua diffusione tra le persone che frequentano le piscine, o si servono di docce o di bagni in comune. La malattia si manifesta con la comparsa sulle dita e sul dorso dei piedi di numerose bollicine molto pruriginose, ripiene di siero, che si rompono piuttosto facilmente dando luogo a croste , sotto cui si riformano ancora le bollicine sierose; così l’infezione si estende gradualmente a tutto il piede. Spesso le lesione si infettano o tendono alla eczematizzazione, oppure diventano croniche e periodicamente si infiammano con fasi alterne di secrezione abbondante e di secchezza della pelle. L’attecchimento della malattia sembra essere favorito da un particolare disturbo della secrezione sudoripara, che sarebbe priva di un determinato acido protettivo, l’acido undecilenico. Questa particolare condizione e la facilità con cui i funghi possono essere trasportati da calze, scarpe, eccetera spiegano le difficoltà che si incontrano nella cura di questa malattia. La terapia consiste nell’applicazione locale di lozioni, pomate o polveri a base di acido undecilenico da spolverizzare sulla parte dopo ogni bagno di pulizia; nella somministrazione di antibiotici ad azione antimicotica e nelle pennellature di alcune sostanze coloranti, sono poi molto utili i trattamenti con vitamine del gruppo B e naturalemnte la massima igiene. 

4 FUNERALI

Partecipare a un funerale è già una cosa triste, ci si partecipa contro voglia, partecipare a quattro funerali nella stessa giornata e paese è una cosa che non auguro a nessuno. Tutto è successo sabato 20 gennaio con inizio alle ore 10 partecipando al funerale e alla funzione funebre per la madre di un agente della polizia locale, la salma poi è stata tumulata nel suo paese di origine.

 Alle ore 11, un cambio di funzione partecipando alla commemorazione del Santo Patrono della polizia locale del paese dove abito: San Sebastiano. Un salto a casa per pranzare e subito dopo, alle ore 14,30 inizia la funzione funebre per il padre di una mia amica (le due funzioni funebri sono state celebrate nella chiesa principale del paese). Mi accodo al corteo per accompagnare la salma al cimitero , dove nelle vicinanze c’è la chiesa vecchia del paese e dove si svolgerà l’altra funzione funebre. Alle ore 15,30 partecipo alla terza funzione funebre, questa molto sentita perchè si tratta di un amico, di qualche anno più vecchio, morto per colpa del male del secolo (il cancro). Al termine della funzione, e con la benedizione del parroco, seguo la salma in corteo e dopo una cinquantina di metri giungo al cimitero dove è appena arrivata un’altra bara con la salma di un conoscente di età avanzata,dove partecipo alla sepoltura.

Mi avvio poi dai parenti del mio amico deceduto per cancro e faccio le mie più sentite condoglianze, ma soprattutto a suo padre di 95 anni, abbracciandolo.

Non mi era mai capitato. Pazzesco!

 

 

LA BRONCHITE

Con il finire della bella stagione è di rigore parlare della bronchite, una malattia da raffreddamento che può essere presa da sola, come espressione della sofferenza dell’organismo durante i mesi freddi.

Come tutti i termini che hanno la desinenza in ite, anche la parola bronchite indica una malattia infiammatoria. Essa colpisce i bronchi, anzi più esattamente, la mucosa che ricopre all’interno l’apparato respiratorio, a partire dalla suddivisione in due della trachea fino agli alveoli polmonari. Da qui si comprende facilmente come il processo imfiammatorio molto spesso non rimanga localizzato solo ai bronchi veri e propri, ma possa colpire anche la trachea, o il tessuto polmonare, dando luogo a due malattie molto frequenti, la tracheobronchite e la broncopolmonite.

La bronchite nella forma acuta colpisce prevalentemente i vecchi e i bambini; naturalmente possono esserne soggetti anche gli adulti, specie quelli che soffrono di malattie del ricambio (diabete, gotta, ecc.). La forma più tipica è quella che fa seguito a un banale raffreddore. Questa affezione, che interessa di solito le primissime vie aeree e cioè il naso, la faringe e la laringe, può diffondersi alle zone circostanti e soprattutto alla trachea. La mucosa tracheale infiammata perde così parte dei suoi poteri di difesa e rimane esposta all’azione dei germi responsabili della malattia (pneumococco, stafilococco, ecc.). La mucosa si presenta allora congestionata, rigonfia e ricoperta di un essudato mucoso o muco-purulento. Poichè in autunno e in inverno i raffreddori sono più frequenti, ecco spiegato uno dei motivi per cui la bronchite si osserva di più in queste stagioni. La malattia è favorita anche dalla riduzione dei poteri generali di difesa dell’organismo, provocata dal freddo e dall’umidità.

All’inizio i sintomi sono raucedine e solletico alla gola, che provoca una tossetta insistente e secca, a sua volta causa di un dolore bruciante dietro lo sterno o immediatamente sotto la gola. Si ha inoltre malessere generale e dopo qualche giorno febbre e dolori diffusi al torace. Nel pieno della malattia, la tosse da secca diventa umida e dà luogo all’espettorazione di muco. A questo punto il dolore durante la tosse diventa sempre meno rilevante, la febbre si riduce e le condizioni generali vanno migliorando; dopo circa quindici giorni la malattia si risolve.   

LA LOMBAGGINE – CHI COLPISCE

La lombaggine è molto diffusa perchè provocata da cause comunissime come il reumatismo, l’affaticamento muscolare, l’esposizione al freddo e all’umido, il lavoro faticoso, una posizione innaturale. Esistono individui più esposti al disturbo, come le persone anziane tanto spesso soggette ad artrosi e alcuni lavoratori come gli operai edili e i camionisti, esposti di continuo a notevoli sforzi proprio con i muscoli lombari.  Ma oltre a loro, ecco un breve elenco di altri gruppi di persone che, proprio per la loro occupazione, possono facilmente essere colpite da lombaggine:

– coloro che devono restare molto tempo all’aria aperta; fattorini, portalettere, guardiani, vigili, guardie, ecc.;

– gli operai addetti ai lavori pesanti, sia all’aria aperta (contadini, muratori, boscaioli, carpentieri) sia in ambienti surriscaldati (i lavori metallurgici in genere);

– i facchini e gli scaricatori, che per il loro lavoro sottopongono i muscoli lombari a sforzi eccessivi;

– gli sportivi (come atleti, calciatori, ciclisti, ecc.) che spesso svolgono la loro attività in ambiente umido, sotto la pioggio o nella nebbia;

– le casalinghe, costrette dalle faccende domestiche a compiere frequenti movimenti di flessione e di torsione. Alcuni studiosi stranieri, considerano la lombaggine il disturbo principale di una specie di malattia professionale, la << sindrome della donna di casa >>.

Le donne sono spesso soggette a lombaggine nel corso della gravidanza e ciò è spiegabile, quando si pensa allo sforzo dei muscoli del dorso, che devono controbilanciare l’aumento di peso dell’addome.