COME FARE UNA INIEZIONE INTRAMUSCOLARE

La sede dell’iniezione – L’iniezione si esegue nella metà esterna dellaINIEZIONE,SIRINGA,MUSCOLI,BATUFFOLO,COTONE,DISINFETTANTE,AGO, zona che si trova sopra l’inizio del solco intergluteo (vedi foto). La persona cui si deve praticare l’iniezione starà sdraiata con la faccia in giù, con i muscoli dell’arto inferiore completamente rilassati. Scelta la sede dell’iniezione (nelle cure continuative è buona norma alternare ogni volta il lato), si procederà alla sua disinfezione mediante un batuffolo di cotone sterile imbevuto di disinfettante, frizionato energicamente sulla parte.

L’esecuzione dell’iniezione – Dopo la disinfezione si tenderà un tratto di pelle tra il pollice e le dita della mano sinistra, mentre con la destra si impugnerà la siringa come una penna e si introdurrà l’ago in profondità perpendicolarmente e con un colpo solo, più o meno al centro della zona disinfettata. Naturalmente per acquistare la sicurezza dell’esecuzione, è necessario un pò d’esercizio. Tutto l’ago o quasi, deve penetrare nella cute e nel sottostante muscolo, a meno che la persona a cui si pratica la iniezione sia molto magra. A questo punto, prima di iniettare il liquido, bisogna praticare con il pistone una leggera aspirazione, indispensabile per accertarsi che la punta dell’ago non sia penetrata per caso in un vaso sanguigno; se ciò è avvenuto si vede entrare nella siringa un pò di sangue. Se l’ago penetra in un vaso va ritirato prontamente e l’iniezione ripetuta in un altro punto, dopo averlo ben disinfettato. se non si ha fuoriuscita di sangue, si può iniettare la soluzione e lo si deve fare con dolcezza, senza eccessiva fretta, specie se la quantità del liquido da iniettare è notevole (dai 5 cc. in su).

Dopo l’iniezione –Terminata l’iniezione, si ritira rapidamente l’ago con la siringa e si procede a una nuova disinfezione della parte effettuando contemporaneamente un leggero massaggio, che può essere essere prolungato in caso di liquido oleoso. 

LA BALBUZIE NEI BAMBINI

La balbuzie è un difetto , che alcuni, a torto, considerano una malattia. La balbuzie non deriva infatti da un’anomalia fisica, ma è provocata da uno spasmo dei muscoli della laringe (l’organo che contiene le corde vocali), molto spesso accompagnato dall’incapacità del soggetto di armonizzare istintivamente la propria respirazione con la emissione dei suoni e il ritmo del discorso. Si distingue il balbuziente clònico, il cui disturbo si manifesta con la frequente ripetizione della sillaba iniziale delle parole, dal balbuziente tònico, che si trova spesso di fronte a una vera e propria impossibilità di pronunciare una parola. Nell’uno e nell’altro caso il balbuziente, di fronte a quella specie di ostacolo, di blocco alla parola che avverte sia nel respiro, sia nell’irrigidimento dei muscoli preposti alla voce (fonatori), è istintivamente portato ad accompagnare i suoi tentativi con scosse del capo, movimenti delle spalle, ondeggiamenti delle braccia. Questi disturbi colpiscono frequentemente i bambini nei primi dieci anni di età, con una netta prevalenza fra i colpiti dei maschi sulle femmine. Le prime manifestazioni della balbuzie si hanno per lo più nei bambini di tre, quattro anni, più raramente nei bambini che vanno già a scuola.