VOCAZIONE RELIGIOSA

Come ci si comporta quando un figlio afferma-di volersi dedicare al sacerdozio o una figlia prendere il velo?

A volte purtroppo le reazioni in famiglia sono poco favorevoli e talvolta persino tempestose. Si sono fatti troppi sogni sull’avvenire e sulla carriera dei figli per accettare serenamente una decisione che sembra sottrarci non solo la loro persona fisica, ma anche il loro affetto. È molto difficile dare consigli in questi casi, sebbene la prima cosa da fare sia senza dubbio quella di accertarsi che la vocazione manifestata dai figli sia profondamente sincera. Specialmente se si tratta di una giovane, può succedere che venga da lei stessa scambiata per vocazione, e in perfetta buona fede, soltanto un temporaneo desiderio di allontanarsi dal mondo, provocato forse da qualche delusione o da un celato complesso di inferiorità.

In ogni caso vi è un infallibile sistema per verificare se la vocazione

è veramente sentita. L’aspetto e gli atteggiamenti di chi ha scelto la vita di Dio lasciano trapelare una serena felicità, facilmente riconoscibile.

Quando la vocazione dei figli è sincera, anche se i genitori ne sono addolorati per i motivi prima citati, è bene evitare scenate che otterrebbero l’effetto contrario, oltre che addolorare il figlio o la figlia.

La madre ricordi che la vocazione non corrisponde affatto alla perdita dell’amore dei suoi figlioli; anzi, spesso restano assai più vicini alla madre i figli che si dedicano alla religione di quelli che si sposano.

Quante madri sono tristemente sole, pur avendo figli sposati e non lontani? Dunque non si facciano tragedie per la vocazione sacerdotale e religiosa dei figlioli, che può essere, al contrario di tutte le previsioni, una garanzia di pace e di felicità, non solo per loro stessi, ma anche per i genitori.

L’ETERNO RIPOSO

Un semplice e commossso ricordo per mio zio,    ROMOALDO.

 

L’ eterno riposo dona loro, o Signore, e splenda ad essi la luce perpetua riposa in pace , Amen.

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IL MATRIMONIO

Nella vita dell’uomo, il matrimonio è uno degli atti più belli e più importanti: è l’unione fisica e spirituale tra un uomo e una donna, che decidono di vivere stabilmente insieme e di formare una nuova famiglia. Esso si realizza con una dichiarazione libera e consapevole da parte degli sposi, di volersi accettare reciprocamente come marito e moglie. Con il matrimonio essi assumono, di fronte alla legge, alla Chiesa e a se stessi, la qualifica, la condizione, lo stato di persone << coniugate >>. E’ evidente che il matrimonio è un avvenimento molto importante, non solo per le due persone che lo contraggono ma anche per la società alla quale i due coniugi appartengono; per questo motivo, il matrimonio dev’essere celebrato, cioè dev’essere fatto secondo una forma solenne, chiamata rito del matrimonio. Il nostro Diritto vigente prevede tre diversi tipi di rito matrimoniale, tutti validi ed efficaci per lo Stato italiano. Il rito concordatario –Il rito concordatario più comunemente , e che risponde al sentimento religioso della maggioranza del nostro popolo, è il rito canonico-civile << concordatario >>, cioè il rito prescritto dal Codice di Diritto canonico della Chiesa di Roma, per quanti professano la religione cattolica. la celebrazione di questo rito avviene innanzi a un sacerdote di culto cattolico. In seguito ai Patti Lateranensi dell’11 febbraio 1929 tra l’Italia e la Chiesa cattolica, il rito ha valore anche per lo Stato italiano, senza bisogno di una nuova celebrazione innanzi all’ufficiale di stato civile, puchè siano osservate alcune formalità. Il matrimonio celebrato con questo rito viene regolato, per quanto riguarda la validità non dalla legge civile italiana ma dalle norme di Diritto canonico; perciò competenti a giudicare le controversie relative sono solo i Tribunali ecclesiastici. Il rito dei culti acattolici –Per coloro che non fanno parte della Chiesa cattolica, ma professano un’altra fede religiosa e vogliono celebrare il matrimonio secondo il rito del loro culto, esiste il rito dei culti acattolici. Si tratta dei riti previsti da ciascuna religione non cattolica per i suoi fedeli, con l’aggiunta di talune formalità, che rendono il matrimonio così celebrato efficace anche per lo Stato italiano. Per la validità sostanziale di questo matrimonio, a differenza di quanto avviene per il matrimonio concordato, si applicano le disposizioni del Codice Civile italiano, e competenti a giudicare le controversie relative sono soltanto i Tribunali civili italiani. Il rito civile – Infine, poichè lo stato riconosce al cittadino anche la libertà di non professare alcuna religione, è previsto un terzo rito: il rito civile. In questo caso il matrimonio viene celebrato davanti all’ufficiale di stato civile (o Sindaco), secondo le disposizioni previste dal nostro Codice Civile.

IL NON PARROCO DON GIORGIO

Don Giorgio senza vergogna:
“Mercenari, farabutti, criminali”

Don Giorgio De Capitani, parroco di Monte di Rovagnate (Lecco), come riferisce ilgiornale.it, non ha avuto nessuna pietà per i parà uccisi nemmeno durante la predica di ieri. Solo una fedele protesta e gli urla: “Vergogna”. E l’altro: “Vattene!”.  Ce n’è anche per gli operai: ” Sono cretini e votano Lega e Berlusconi”

Questo è quello che ha detto il non parroco di Monte di Rovagnate , Don Giorgio De Capitani.Già dal cognome dovrebbe essere una persona ligia al comando e agli ordini dati dai superiori ,invece è un povero razzista che anche lui per invidia c’è là con la Lega e Silvio Berlusconi. Ha scelto la vocazione ecclesiastica che insegna che siamo tutti fratelli , invece per lui questo non esiste e mi meraviglio che i suoi superiori non gli abbiano imposto di smetterla e di stare zitto in questo momento di dolore per tutta l’Italia. No. …invece senza rispetto per i morti ed i famigliari di questi a continuato senza pudore . Lui assieme ad altri parroci che vogliono essere al centro dell’attenzione ,come Don Colmegna ( patto di legalità dei Rom non rispettato e nel 2010 verrà chiuso il centro di  via  Tribognano) pensano che il loro verbo sia quello di Dio, ed invece è di un povero illuso che non rispetta in egual misura l’essere umano. Speriamo che tutte queste persone vengano eliminate dalla chiesa e che si ritorni ai tempi che il parroco faceva il parroco ed il fedele era fedele.