IL PRIMO GIORNO DI PRIMAVERA

E’ quasi giorno ormai
e non ho tra le braccia
che il ricordo di te
ma è tardi
devo correre
non c’è tempo per piangere
Salgo sopra un autobus
mentre guardo la gente
mi domando perchè
mi sembrano
tante nuvole
che nascondono te
E’ il primo giorno di primavera
ma per me
è solo il giorno
che ho perso te
Qui in mezzo al traffico
c’è un pezzetto di verde
ed io mi chiedo perchè
mentre nasce una primula
sto morendo per te
E’ il primo giorno di primavera
ma per me
è solo il giorno
che ho perso te
mentre nasce una primula
sto morendo per te
per te.

PRIMAVERA – LE PULIZIE

Le operazioni preliminari – Aprite le finestre in modo da far uscire la polvere che inevitabilmente si solleva, quando si compiono certe operazioni; togliete dalla stanza tutti i mobili facilmente spostabili (sedie, tavolini, ecc.); pulite i tappeti con l’aspirapolvere; staccate tutto ciò che è appeso alle pareti e ammucchiatelo sul tavolo di cucina o in altro luogo adatto; togliete dalle finestre le tende che devono essere lavate; coprite con qualche lenzuolo vecchio o con fogli di giornale i mobili che non possono essere spostati.

Incominciamo a pulire – Dopo aver preparato il locale, procedete alle pulizie seguendo un ordine ben preciso, per non correre il rischio di sporcare un’altra volta quello che era già stato pulito. Prima di tutto pulite con cura il soffitto e le pareti; spazzolate le tende che sono rimaste attaccate; pulite i punti luce (lampadari, plafoniere, ecc.), la parte interna ed esterna delle finestre, le porte e i termosifoni. Vuotate i cassetti, pulitene il fondo, metteteli in ordine. Lucidate i mobili e pulite il pavimento.

GIARDINAGGIO – LAVORI DI PRIMAVERA

All’avvicinarsi della buona stagione, anche chi vive in città e racchiude in qualche vaso di fiori e in qualche pianta ornamentale tutto il proprio giardino, deve preoccuparsi di iniziare a tempo giusto i lavori di primavera. Vi sono infatti alcune operazioni che vanno compiute prima che le piante riprendano a vegetare, ad esempio la scelta dei vasi e delle cassette, la preparazione del terriccio standard, il rinvaso di quelle piante nella scorsa stagione si sono notevolmente sviluppate e quindi hanno bisogno di maggior spazio per rifiorire rigogliose. La scelta dei vasi e delle cassette – Su una terrazza piuttosto grande, sono le cassette a giocare il ruolo principale: sistemate contro i muri oppure contro le reti metalliche divisorie, sono l’ideale per ospitare arbusti diversi e soprattutto piante rampicanti. Lo scopo delle cassette è quello di dar modo alle piante di affrontare bene le radici nel terriccio e di avere più spazio a disposizione per svilupparsi. Le misure variano moltissimo e in linea di massima le cassette più grandi vanno poste contro i muri, quelle più piccole lungo i bordi del terrazzo. Oltre ai materiali di nuova generazione , quello migliore è  il legno. E’ leggero, lascia sfuggire facilmente l’acqua in eccesso, non si riscalda molto al sole. Prima di acquistare le cassette in legno domandate se sono state trattate con prodotti anti muffe e funghi. Il cemento è un buon materiale, ma essendo poco poroso, non lascia evaporare facilmente l’acqua in eccesso ed è molto pesante. In compenso dura un tempo indeterminato, non si scalda e mantiene a lungo l’acqua di innaffiattura. I vasi di terracotta sono molto porosi, lasciano passare facilmente l’acqua che imbeve il terriccio e permetto alle radici di essere areate , il che è molto importante per lo sviluppo delle piante. Si scaldano subito al sole primaverile  e permettono così alle piante di svilupparsi precocemente; d’estate però si scaldano moltissimo e il terriccio si asciuga troppo presto e sono anche molto fragili. Per ottenere buoni risultati, il vaso deve essere proporzionato alla pianta che si vuole coltivare. Se è troppo piccolo si asciuga presto, le radici non hanno spazio per svilupparsi e manca così il necessario nutrimento. Se è troppo grande, la pianta si sviluppa molto lentamente perchè l’acqua che imbeve il terriccio non è smaltita abbastanza rapidamente e le radici stentano a raggiungere le pareti del vaso sulle quali amano distendersi. Non si devono mai dipingere i vasi della terrazza con vernici impermeabili, perchè queste chiudono i pori della terracotta e impediscono gli scambi fra il terriccio e l’esterno.     

ALLERGIE DI PRIMAVERA

L’allergia è una malattia del sistema immunitaria caratterizzata da reazioni eccessive nei confronti di sostanze abitualmente innocue come i pollini. Le principali piante all’origine del problema sono il cipresso, la betulla, il nocciolo e l’ulivo (impollinazione marzo e aprile), le graminacee (da aprile a giugno, con una seconda pollinazione meno pesante a settembre) e le composite, come l’ambrosia (agosto e settembre). La parietaria ha invece una pollinazione altalenante, con picchi ricorrenti da inizio primavera ad autunno inoltrato. I sintomi possono variare di intensità e tipologia. Colpiscono le mucose delle vie respiratorie e quelle oculari provocando starnuti, ostruzioni nasale, secrezione acquosa, prurito al naso, prurito oculare, lacrimazione, fastidio alla luce, congiuntivite. A volte anche tracheite, con tosse e asma bronchiale. I soggetti che manifestano i sintomi sopra descritti dovrebbero consultare il proprio medico. Comunque , meglio ridurre la permanenza all’aperto nella stagione dei pollini, soprattutto nelle giornate secche e ventose, o quando l’erba è stata tagliata di recente.

LA CUCINA DI PRIMAVERA

Dopo un inverno, particolarmente lungo in alcune regioni d’Italia, si può dire che siamo davvero stanchi dei nostri pranzi e delle nostre colazioni basati su pietanze ricche di sughi e di salse, profumate spezie, lungamente cucinate in modo che le carni e le verdure assorbano bene questi aromi. Le minestre di verdura, rese ancora più nutrienti da crostini o fette di pane abbrustolito: i passati di patate, di fagioli, di lenticchie; le pastasciutte condite con ragù, con salse di noci, con panna; i risotti presentati in mille modi, uno più ricco dell’altro, che nella stagione fredda sono graditissimi, quando il termometro sale si rilevano troppo pesanti per il nostro stomaco ormai affaticato. Rivediamo dunque i menù dei nostri pasti, in modo da coadiuvare efficacemente la cura di disintossicazione che il medico suggerisce sempre in questa stagione.

QUANDO INAFFIARE LE PIANTE

Come regola generale si dovrebbe dare acqua in abbondanza durante il periodo vegetativo delle piante e scarseggiare nel periodo di riposo. Bisogna, comunque, tener presente che anche nel periodo di stasi vegetativa le piante devono affondare le radici in un substrato sufficientemente dotato di unidità. In pratica, però, come capire se la pianta ha bisogno di acqua o no? Non basta mettere il dito nella terra per sentirne il grado di umidità perchè questa potrebbe essere asciutta nella parte superiore e umida in quella inferiore. E’ molto più utile battere con le nocche delle dita sull’esterno del vaso: se si produce un suono cupo la terra è bagnata; se, invece, il suono che ne deriva è chiaro, la terra è asciutta e ha bisogno di acqua. Appurato che le piante hanno bisogno di essere innaffiate, in quali ore è bene procedere a questa operazione? In estate si preferiscano sempre le ore serali, quando il sole è già tramontato e i vasi sono già raffreddati. La pianta, durante la notte, avrà così agio di ripristinare la turgescenza dei propri tessuti che, in seguito alla forte evaporazione causata durante il giorno dalle alte temperature, si sono appassiti. Se invece si innaffia di mattina il periodo utile per il lavoro di assorbimento delle radici è assai più breve. Non innaffiare mai, comunque, nel pieno pomeriggio perchè la differenza di temperatura che esiste tra il vaso (caldissimo) e l’acqua (fredda) può portare anche alla morte della pianta. In inverno, invece, è bene innaffiare sempre di mattina: in tal modo l’acqua può essere in parte smaltita nel corso della giornata (specialmente se vi è un pò di sole) e si possono temere meno i danni dell’eventuale gelo notturno.

PRIMAVERA ORA DI PULIZIE

Qualche consiglio utile – Prima di procedere alla pulizia ” a fondo ” della sala da pranza lavate i servizi ” di riguardo ” che vengono usati solo raramente. Per evitare che, durante le pulizie, la polvere, che può infiltrarsi negli armadi dove sono riposti, torni a sporcare piatti e bicchieri, stendete su di essi un foglio di carta. == Se pensate di battere le parti imbottite di divani e poltrone, fatelo subito dopo aver pulito muri e soffitti. Se temete che tornino a sporcarsi mentre ultimate le pulizie, ricopriteli con qualche vecchio lenzuolo. == Se nella stanza che dovete pulire ci sono degli scaffali pieni di libri, coprite i volumi con fogli di giornale. Dopo aver proceduto alla pulizia delle pareti e del soffitto, togliete i giornali, vuotate un ripiano per volta, spolveratelo, pulite i libri a uno a uno e riponeteli. Compite l’operazione incominciando dai ripiani più alti e scendendo man mano verso il basso