RIFIUTI UFFICI COME GESTIRLI

Il prossimo 18 Settembre si terrà a Milano, presso il Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, un convegno che tratterà temi riguardanti la corretta gestione, le norme di riferimento e le soluzioni disponibili per gestire al meglio lo smaltimento dei rifiuti delle aziende.

L’evento sarà l’occasione per parlare della corretta gestione dei rifiuti degli uffici  e di alcune tematiche d’approfondimento in materia ambientale e sostenibilità.

Nel corso della giornata, autorevoli esperti del settore tratteranno con un’impostazione operativa, dei comportamenti da mettere in atto per rispettare le norme e garantire la tutela dell’ambiente. 

Il programma della giornata si articolerà in quattro sessioni, due al mattino e due nel pomeriggio.

Rispettare le norme, tutelare l’ambiente, evitare gli “eco furbi”: rappresenta in sintesi la ragione per cui oggi più che mai è necessario parlare di rifiuti e di ambiente, soprattutto per le aziende produttrici di rifiuti.

Infatti, la complessità delle norme ambientali emerge in modo evidente anche nel caso dei rifiuti degli uffici. 

L’impresa che destina al recupero o allo smaltimento gli scarti di materiali di consumo, per esempio carta e cartucce per stampanti, oppure lampade a ridotto consumo energetico, tubi al neon e apparecchiature elettriche ed elettroniche diviene produttore di rifiuti speciali ed è tenuta per legge a garantirne una corretta gestione.

Classificazione del rifiuto in relazione alla pericolosità, attribuzione del codice identificativo, rispetto dei limiti quantitativi e temporali per il deposito dei rifiuti, verifica delle autorizzazioni del trasportatore e dell’impianto di recupero o smaltimento, emissione del formulario e, nel caso dei rifiuti pericolosi, compilazione del registro di carico e scarico o inserimento dei dati nel SISTRI sono solo alcuni dei complessi adempimenti che il produttore del rifiuto deve affrontare in prima persona.

L’insufficiente conoscenza delle norme può condurre ad errori sia formali sia sostanziali che comportano onerose sanzioni e, in alcuni casi, responsabilità penali.

PROROGA SISTRI

Il Decreto Legge Sviluppo ha determinato la sospensione del SISTRI, stop fino a giugno 2013.
Il sistema non funziona correttamente e i dubbi persistenti sulla gara di assegnazione alla Selex (oggetto di inchiesta da parte della Procura di Napoli) ha fatto pendere l’ago della bilancia verso la sospensione del SISTRI: la quasi totalità del mondo industriale era da tempo favorevole alla sua cancellazione.
Attualmente non è dato sapere al 100% se il SISTRI entrerà mai in vigore a regime o se sarà riveduto e corretto lasciando spazio ad un nuovo progetto: certo questo fallimento è veramente imbarazzante, senza contare i costi che le imprese sono state chiamate a sostenere e l’enorme spesa pubblica che in periodi di spending review non è da sottovalutare.

IL SISTRI CANCELLATO

Il SISTRI, “Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti”, era stato presentato nel 2009 come la soluzione che avrebbe dovuto garantire un efficace monitoraggio sulla movimentazione dei rifiuti speciali e pericolosi dal produttore alla destinazione finale.
Sembrava stesse per iniziare una nuova era per il controllo dello smaltimento di rifiuti pericolosi, troppo spesso protagonisti delle nostre cronache, ed invece ecco che sono arrivate una dietro l’altra le proroghe del decreto.
Tra rinvii e cattivi funzionamenti si è arrivati al 12 agosto 2011 quando, nell’ambito della manovra che dovrebbe rimettere in ordine i conti pubblici, viene cancellato il SISTRI e con esso la tracciabilità elettronica dei rifiuti pericolosi.
Pertanto, il SISTRI è abrogato totalmente, da subito, senza compromessi o ambiguità. 
Non saranno ovviamente applicati i termini a scaglioni di attivazione del sistema, nè avranno più senso le varie proroghe in quanto il SISTRI non esiste più.
Sono tuttavia numerosi i punti non chiari che dovranno essere affrontati nei prossimi giorni.
In primis, ci si domanda a che titolo verranno trattenuti i contributi SISTRI versati dalle aziende (anche decine di migliaia di euro) che hanno provveduto puntualmente all’iscrizione e al ritiro dei dispositivi, specialmente alla luce della inaccettabile differenza se rapportate alle aziende non tempestive che, ad oggi, non hanno provveduto ad alcuna iscrizione e ad alcun versamento e si trovano comunque in condizione di perfetta legalità.

SISTRI da giugno 2012 per le piccole imprese

 

Nel Decreto Sviluppo votato alla Camera trova posto anche il rinvio dell’entrata in vigore del SITRI per imprese con meno di 10 addetti: non prima di giugno 2012, a patto che il DL Sviluppo venga approvato con questo testo anche al Senato.

Per le piccole imprese che producono rifiuti sotto i 10 addetti, dunque, l’operatività del SISTRI non scatterebbe più a gennaio 2012 ma sarebbe rimandata a dopo il primo giugno 2012.

 

Recita l’emendamento: “al fine di garantire che un adeguato periodo transitorio consenta la progressiva entrata in operatività del Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti, per i soggetti di cui all’articolo 1, comma 5, del decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare 26 maggio 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 124 del 30 maggio 2011, il relativo termine, da individuare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, nei modi di cui all’articolo 28, comma 2, del regolamento di cui al decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare 18 febbraio 20 Il, n. 52, non può essere antecedente al 1° giugno 2012”.

 

Non resta che attendere la votazione che dovrà concedere il via libera definitivo al Decreto emendato entro il 13 luglio, pena la decadenza dello stesso.

Per tutti gli altri operatori, dunque, resta valida l’entrata in vigore a scaglioni del SISTRI, a partire dal primo settembre.

 

primo settembre 2011: produttori di rifiuti con oltre 500 dipendenti, impianti di smaltimento, incenerimento e trasportatori autorizzati per trasporti annui superiori alle 3mila tonnellate.

primo ottobre 2011: produttori da 250 a 500 dipendenti, Comuni, Enti e Imprese che gestiscono i rifiuti urbani della Regione Campania.

primo novembre 2011: produttori da 50 a 249 dipendenti.

primo dicembre 2011: produttori di rifiuti da 10 a 49 dipendenti, trasportatori autorizzati per trasporti annui fino a 3mila tonnellate.