IL BROCCOLO DI TORBOLE

Se si raccolgono ottimi broccoli anche a pochi chilometri dalle montagne innevate, nel pieno inverno trentino, lo si deve alla vicinanza del lago di Garda e al Pelèr, vento proveniente del nord-est, che crea un microclima ideale negli orti di Torbole e Linfano, sulla sponda trentina: un lieve innalzamento della temperatura sufficiente a evitare la formazione di brina, che è deleteria per l’infiorescenza dei broccoli (detti in dialetto la brocola). All’interno della variegata famiglia dei cavoli-broccoli, il broccolo di Torbole (Brassica oleracea Botrytis) costituisce una specie a sé in quanto col tempo ha perso alcune caratteristiche comuni e ne ha acquisite di nuove, migliorando e ingentilendo il suo sapore.

Ha un’infiorescenza a corimbo simile ad una palla, di colore giallognolo. Se lasciata crescere, la pianta, che si sviluppa fino all’altezza di quasi un metro, si riempie di fiori gialli. I semi, di un colore rosso scuro, vengono messi a coltura verso la fine di giugno e protetti dall’eccessiva insolazione con stuoie, frequentemente bagnate. Le piantine sono pronte al trapianto dopo un mese, quando hanno 5 0 6 foglie, e la loro messa a dimora in pieno campo viene eseguita ancora in modo manuale. Il broccolo cresce rapidamente e senza cure particolari. La brocola è piccola, mediamente 4/5 etti, ma bisogna considerare che anche le foglie più interne sono eduli. Gli agricoltori ne raccolgono ogni anno appena 30 mila esemplari. Il seme viene tramandato nelle famiglie degli ortolani: tutti hanno sempre coltivato questo broccolo che ora

è oggetto di studio anche da parte dei tecnici dell’Istituto Agrario di San Michele all’Adige.

Negli anni scorsi è nato un comitato del Broccolo di Torbole di cui fanno parte cittadini, produttori e ristoratori locali. Il broccolo è entrato quindi nell’offerta gastronomica locale e viene interpretato in diverse ricette, tradizionali oppure innovative: si consuma lesso o crudo, a tocchetti, come accompagnamento alla carne salada, o al pesce di lago conservato sotto sale, oppure come condimento per la pasta; con le foglie si fanno gnocchi e zuppe. Un’ottima occasione per gustarlo è la manifestazione annuale che si svolge a Torbole a metà dicembre.

LAGO D’IDRO

Da un mese sulle sponde del lago d’Idro è ripresa la lotta degli abitanti contro il progetto della nuova galleria da 60 milioni voluta dalla Regione, per aiutare l’agricoltura della Bassa.

Il lago d’Idro è situato nel nord Italia, precisamente nella Provincia di Brescia al confine con il Trentino.

Le condizioni attuali del lago destano più di una preoccupazione, a causa della gravità dei fenomeni di eutrofizzazione dovuti all’assenza di un collettore fognario e per l’intenso sfruttamento delle sue acque da parte di una centrale elettrica, oltre che per uso irriguo.

Realizzare questa nuova galleria vorrebbe dire svuotare il lago di oltre 3 metri ma, a questo proposito, nel 2007 era stato siglato un accordo per cui tutti gli enti fissavano l’oscillazione massima del livello del lago in 1,30 metri.

Il problema è che ora gli agricoltori necessitano di più acqua per i loro campi, ma gli abitanti del luogo non ci stanno.

Per la Regione, invece, l’opera è indispensabile per la sicurezza dei rivieraschi, visto che in caso di frana permetterebbe uno svaso immediato del lago, come più volte ribadito dall’assessore al Territorio Daniele Belotti.

Gli interessi in gioco, per le figure coinvolte, sono molteplici.

La situazione del lago è sempre stata affrontata in modo poco chiaro e quello che serve ora è probabilmente un compromesso fra le parti, che possa tener conto anche della sostenibilità di eventuali interventi.

Nel frattempo, gli attivisti non hanno abbandonato il loro presidio sulle sponde dell’amato lago, nemmeno per l’ultimo dell’anno.